Ostriche e non solo champagne

ostriche-stoutIn realtà l’abbinamento “ostriche e champagne” è  diventato quasi un luogo comune.  E sono proprio le caratteristiche organolettiche dei due elementi a suggerirlo. Lo champagne ha un’acidità spiccata, resa ancora più importante dall’effervescenza, che non si armonizza affatto con la sapidità e la consistenza grassa dell’ostrica. Ma da dove nasce questo storico accoppiamento? In passato lo champagne era più dolce ma soprattutto era l’associazione di un cibo e di un vino molto costosi che insieme li rendevano appannaggio di pochi.

Se vogliamo invece degustare al meglio questo nobilissimo mollusco, ecco  alcuni suggerimenti per un più corretto abbinamento delle ostriche con il vino. In alternativa, addirittura altre bevande.

In Italia:

Locorotondo DOC. La Puglia è la regione italiana dove i crudi di pesce sono una vera eccellenza. Ci si può dunque affidare a questo suggerimento che ci regala un vino delicato e di medio corpo dai profumi piuttosto intensi.

Friulano. E’ in realtà il vino ideale per il prosciutto San Daniele. Non troppo acido, equilibrato e dal tipico finale amarognolo, si sposa bene anche con le ostriche.

Zibibbo secco. Così come con i formaggi, con le ostriche più sapide e dal gusto più persistente può essere un grande abbinamento. E’ fatto con l’uva da cui si ottiene il Passito di Pantelleria, però vinificata secca. Aromatico, morbido e di grande persistenza e intensità.

Lacrima di Morro d’Alba. Proseguendo con il vino, si può azzardare un rosso. Per niente tannico, come deve esserlo in associazione al pesce, molto morbido, persistente e profumato.

All’estero:

Muscadet. E’ il  vino per eccellenza che i francesi bevono insieme alle ostriche.  E’ un bianco leggero ma dalla buona intesità che proviene dalla Loira occidentale.

Guinness. Gli irlandesi che hanno una grande tradizione per le  ostriche, la abbinano alla loro amatissima Guiness, una birra ottenuta da orzo tostato dal gusto amarognolo che si sposa al meglio con le ostriche più dolciastre.

Whisky. L’accostamento viene ovviamente dalla Scozia. Ma per rendere l’alcol meno aggressivo è importante diluire il distillato con l’acqua. I più indicati sono i whisky torbati e dalle note salmastre dell’isola di Islay

Ma volendo scegliere tra le varie proposte del mercato è bene osservare qualche  piccola regola. Il vino bianco deve essere di corpo medio, non troppo alcolico e acido (come lo è lo champagne tornando al tema centrale), intenso e persistente dal punto di vista gusto e olfatto.

♦ source The Light Canvas ♦